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Un Paio Di Notti Fa

Nuvolari

Un paio di notti fa, ho avuto un sogno all’interno del quale la presenza interferente che sul Filo del Rasoio prende il nome di K, nelle vesti di un vecchio avvocato nostro alleato, mi metteva in tasca una pistola, dandomi anche alcuni proiettili. La pistola poteva esplodere un solo colpo e dopo doveva essere ricaricata.

La cosa rimarchevole, se volete, è stata l’emozione che ho vissuto nell’istante nel quale, nascostamente, K infilava l’arma nella tasca dei miei pantaloni giacché, in quell’istante, ho potuto percepire una sorta di affetto preoccupato e solerte in lui. Al punto che, in seguito a quest’atto, mi sono voltato e l’ho abbracciato dicendogli che lo amavo come un padre. Ecco, quello è stato l’unico istante ambiguo giacché, forse, c’è stato un attimo d’imbarazzo (sul punto torneremo in seguito perché è della massima importanza). Tuttavia, dopo questo, il vecchio se n’è andato in macchina, portandosi i due cagnolini che aveva con sé. Ciò che ricordo con chiarezza è che valutavo come decisivo il fatto che lui fosse schierato con noi.

Immediatamente dopo, mi sono svegliato e, sulle prime, non ho capito il senso del sogno. Ho pensato a scenari di guerriglia qui, in real life. Tuttavia, si è trattato solo di un attimo poiché è divenuto subito lapalissiano che quell’arma mi era stata data da K, non tanto per assassinare persone in carne e ossa, bensì per uccidere definitivamente l’Ego.

Probabilmente, basterà un solo colpo dopo il quale il Monadic Cloud e il Doppio Mnestico si uniranno e l’IO avrà una casa perpetua. Ora, non so quando quella finestra si aprirà, né se sarò io a doverla aprire. Tuttavia, non ho alcun dubbio che quando sarà il momento saprò esattamente cosa fare.

Di là da queste illazioni, tuttavia, ci sono un paio di elementi, appartenenti al sogno, che meritano uno specifico approfondimento, tanto sono importanti. Entrambi sono espressi dalla presenza e dal comportamento del tutto anomalo dell’interferente (vedi K e Intervista a K).

In verità, dovrei aggiungere che questo è il terzo sogno di seguito nel quale K compare assumendo un ruolo che non aveva mai mostrato in passato. Durante l’intera età adulta, egli è stato un figura onirica di assoluto potere e fonte, per me, di una sofferenza che, spesso e volentieri, si è spinta ben oltre i miei limiti psicofisici.

Come detto, però, durante gli ultimi tre sogni quel pazzo psicotico m’ha spiazzato anzichenò poiché, già nel primo di questi, s’è presentato con il sembiante, anche qui di un avvocato, il quale, tuttavia, ha un preciso corrispondente in real life (un pezzo di merda che la metà basta e che conosco personalmente). Questi mi guarda e, con un sorriso candido e suoi occhi nocciola, mi dice di non avere più alcun potere. Nel secondo  veste i panni di Mughini che fa il pagliaccio imbelle dentro un talk show e che, guardandomi, sorride come solo Mughini può fare lasciandomi, per la seconda volta, con la profonda impressione che ormai sia solo più lo scemo del villaggio.

Ecco, in questo terzo sogno, l’interferente non solo cessa d’esser tale, ma si trasforma in coadiuvante. A quel punto, quindi, ricordo gli insegnamenti del vecchio nagual il quale disse a Carlos che qualora una cosa si fosse ripresentata per tre volte di seguito nei suoi sogni, egli avrebbe dovuto prenderla molto sul serio. Ebbene, è precisamente quel che sto facendo con la pubblicazione di questo articolo.

Ora, i fattori da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Sul Filo del Rasoio, K è descritto come servo del Monadic Cloud (in origine era servo dell’Eloah, ma quella nomenclatura è stata da tempo abbandonata);
  • Lo scopo immediato perseguito dal MC attraverso la ripetuta incarnazione in molteplici esperimenti (Burattini), è la realizzazione di un Doppio Immortale (o, più semplicemente, di un Immortale);
  • Date le premesse, l’intera azione kappiana è, quindi, diretta proprio a questo;
  • Tenuto conto del fatto che un tale scopo è realizzabile solo da un Io Osservatore (IO) totalmente disidentificato dal proprio parco golemico (Ego), l’azione di K consiste nel portare l’IO versa tale stato tramite la sofferenza;
  • Tutto ciò porta all’affermazione che disidentificazione egoica e consapevolezza sono del tutto complementari giacché crescono di pari passo. Infatti, se la prima produce un IO viepiù staccato dall’Ego, la seconda costruisce il Doppio Mnestico, ossia il contenitore immortale del Monadic Cloud.

Arriviamo così alla seconda, fondamentale informazione veicolata dal sogno del K coadiuvante: l’IO non ricordava nulla di quanto era accaduto fra noi durante tutti questi anni, viceversa avrebbe avuto più di un problema ad abbracciare il suo aguzzino. Ebbene, ciò comporta una cosa tanto semplice quanto sorprendente, ossia che in quel sogno l’Io Osservatore era del tutto separato da qualsivoglia macchina neurale (golem) capace di produrre attaccamento e, di conseguenza, una qualsiasi emozione negativa. Ecco, questo può significare solo due cose: quelle macchine non esistono più, oppure, sono troppo deboli per attivarsi spontaneamente.

In estrema sintesi, ciò che hai appena letto è propriamente quel che si definisce diventare come bambini. Sto affermando che un IO totalmente disidentificato è identico a un bambino quattrenne, ossia un essere che ha certamente acquisito coscienza, ossia la capacità di pensarsi separato da quanto lo circonda, ma che è del tutto privo di malizia rispetto a qualsivoglia oggetto o situazione. Incapace, quindi, di retro pensieri, di riserve mentali, di calcolo e, proprio per questo, capace di diventare qualsiasi cosa stia pensando.

È questa la condizione verso la quale ci porta la sofferenza volontaria. La condizione nella quale il bimbo quattrenne impugna un’arma capace di uccidere per sempre la residua parte egoica, in tal modo permettendo l’Unione fra Monadic Cloud e Doppio Mnestico.

È a quel punto che nasce un Immortale, ossia un essere che ha come unico scopo la soluzione della Danza Folle tramite il raggiungimento dello Stato terzo. Ecco, credo che questo sia proprio tutto.

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2 Risposte a “Un Paio Di Notti Fa”

    1. Ti ringrazio, nella vita le cose positive si portano a casa 🙂 E, per venire alla tua domanda, ti posso dire che la categoria dello “spirito”, sul Filo del Rasoio è stata abbandonata, giacché non migliora in alcun modo la descrizione. Anzi, introduce difficoltà non necessarie. Per dirla con Occam: moltiplica in modo inutile la complessità e questo è sempre un errore.
      Tuttavia, per chi la trovasse necessaria, K potrebbe essere senz’altro descritto come tale o, forse, come l’emissario dello “spirito”.
      Se, però, vogliamo restare all’interno della nomemclatura adottata qui, allora l’intera Dualità (dell’Uno nulla si può affermare, attesa la sua indescrivibilità) è divisibile in due parti: una Parte Reale (la Coscienza, ossia il Monadic Cloud) e una Parte Virtuale (tutto il resto, Burattino compreso). Tutto ciò porta a una visione che non ha alcunché in comune con qualsiasi religione e/o credenza. Diciamo che, in ultima analisi, il Filo rappresenta l”approccio razionale a tutto ciò che, sino a oggi, è stato definitivo soprannaturale, sino a negarne sostanzialmente l’esistenza, giacché qualsiasi livello di esistenza è efficacemente descrivibile in termini di frequenza (e, perciò, qualsiasi manifestazione duale, per quanto strana, aliena o soprannaturale possa apparire, è perfettamente naturale e l’unica cosa della quale necessita è una contestualizzazione adeguata a una diversa frequenza di funzionamento del mattone findamentale). Ora, la differenza, direi drammatica, che ci separa dai razionalisti, è il postulato dell’esistenza di una parte immortale in ciascun essere vivente la quale, necessariamente, ha una serie di conseguenze determinanti, a partire dallo Scopo che tale parte immortale persegue. Ecco, il Blog serve a questo: a descrivere quello Scopo e i modi per realizzarlo giacché, senza alcuno Scopo, l’immortalità è solo più follia e disperazione.

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